…perchè questo nome?


Il nome bello di questo nostro meraviglioso paese non presenta misteri etimologici. Offre tuttavia lo spunto ad alcune considerazioni.
MONTE – Il sostantivo monte indica genericamente ciò che si eleva o si sporge. Quindi anche un mucchio di cose o di denaro (banca). Deriva dal latino mons, che aveva appunto questo significato generico e a sua volta derivava dalla radice prelatina mon (Devoto, Diz. Etim.) legata a men, da cui mento, nel senso di sporgenza. Dunque monte è “ciò che sale, che fa salire”, cioè “montare”. Il sostantivo monte anticamente era femminile (es.: Montevecchia, in Brianza). Tra i moltissimi toponimi derivati citiamo qui soltanto Montorio, che secondo l’Olivieri (Diz. Etim. I.) potrebbe significare “monte aureo”. Ma forse significa “monte Giorgio” da Orio (o Jorio) = Giorgio.
ACUTO – Deriva dal latino acutus, significante: a forma di acus (ago) a sua volta derivante da una antica radice ak = “essere puntuto” (da cui anche: acido, acciaio, cacume, ecc.). Dal diminutivo latino acucula è venuto l’antico sostantivo italiano agocchia, che è il nostro goctia. Dall’aggettivo acuto sono derivati moltissimi toponimi tra i quali ricordiamo Guzzano, presente in più luoghi del Bolognese.
DELLE ALPI – “Mi sento domandare spesso perché Monteacuto è detto “delle Alpi” pur essendo sull’Appennino. Si protesta; si dice che è un errore; anzi, un furto alla maestà delle Alpi. E io, senza nulla togliere al loro indiscusso prestigio, mi limito ad affermare che “alpe” è termine generico. I monti della catena settentrionale sono certo le nostre alpi per eccellenza, ma non hanno l’esclusività del nome. Come esistono le Alpi Marittime o le Alpi Cozie o le Alpi Lepontine ecc., esistono anche le Alpi Appennine. Così i nostri monti sono sempre stati denominati dagli antichi, e così possiamo e dobbiamo ancora nominarli. Dunque l’antichissimo e attuale nome di Monteacuto delle Alpi è più che legittimo, come gli altri simili nomi appennini: Alpe di Rocca Corneta; Alpe di S. Pellegrino; Castel dell’Alpi; Alpe di Succiso, e così via, oltre le ben note Alpi Apuane. La cima che sovrasta ogni nostro paese, qualunque sia il suo nome specifico, è detta dai più vecchi genericamente “alpe”, o aipe; il luogo dove si va, anzi, si andava, all’alpeggio con gli animali. La sua etimologia è discussa, ma è interessante notare che è ricollegabile sia al latino albus (bianco), sia addirittura al tema alba / alpà, significante pietra, (DEVOTO, Dizion. etim.), così come al vocabolo sabino alpus, corrispondente al latino albus, (OLIVIERI, Diz. etim. it.), per cui si è indotti a pensare che al colore si è passati a indicare le cime delle più alte montagne, bianche di nude rocce, o candide di neve, o chiare di luce ai primi albori. Coraggio, dunque: usiamolo anche noi, montanari delle Alpi Appennine, questo bel vocabolo: ne abbiamo diritto, anzi, dovere”. (Giorgio Filippi, “La toponomastica dell’Appennino”, in Culta Bononia, 1970, n. 1).

GIORGIO FILIPPI


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